About

Pensare lentamente non vuol dire solo riflettere. E’ anche il modo attraverso il quale analogie, pensieri dimenticati, stimoli, si condensano; tutto si mescola, sedimenta e fulmineamente nasce qualcosa.  Quello che viene fuori da questo mescolamento spesso è banale, a volte invece ti meraviglia.

In questo spazio voglio collezionare i miei slow thinking, quelli che a me sembrano più interessanti; sono provocatori perché paradossali, estremi, politically incorrect. Il pensiero è sempre più omologato, pieno di luoghi comuni fritti e rifritti, di assunti che nessuno mette in discussione e questo è uno dei grandi mali che ci affliggono. Il rischio è quello di innamorarsi della provocazione, il pensiero lento consente di assaporare le idee e di valutarle. Ai “miei venticinque lettori” dico: i vostri commenti, le vostre critiche, le vostre provocazioni sono davvero benvenute.

Chi sono

Sono ingegnere di formazione e professore di mestiere. Ho passato più di cinquant’anni tra aziende e aule: da consulente, da docente e da imprenditore. Questo blog si chiama slow thinking perché provo a fare una cosa sempre più rara: pensare prima di commentare.

Scrivo di come le organizzazioni scelgono, premiano e promuovono le persone; delle piccole e medie imprese italiane e della loro produttività; di scuola e formazione; del rapporto tra politica, esperti e comunicazione. Le opinioni sono mie e non impegnano le istituzioni con cui lavoro o ho lavorato.

Insegnamento

SDA Bocconi School of Management: Senior Professor dal 1993 al 2009, SDA Fellow dal 2010.

Università Bocconi, 1998–2025: Management of Design, Laboratorio di Design, Creativity and Management.

Università IULM, 2001–2025: Strategia e politica della marca nelle aziende ad alto contenuto di design.

Università Cattolica, 2010–2025: Luxury Business Insight, corso internazionale sul lusso.

Aalto University, Helsinki, 2013–2014: Luxury Management.

Creative Academy (gruppo Richemont), dalla fondazione nel 2003.

Impresa e consulenza

Consulente dal 1974 su strategia, marca, prodotto e distribuzione, per aziende della moda, del design, della gioielleria e della grande distribuzione.

Fino al 1993, amministratore delegato di una società di marketing con sedi a Milano, Padova e Londra.

Dal 2001 al 2019, socio di una holding della ristorazione a Milano, con 14 punti vendita.

Istituzioni

Membro del comitato scientifico della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, dal 2019.

Alcune pubblicazioni

Il curriculum per convincere. Bompiani, 1998.

Il lusso alla ricerca di un’identità, con L. Carcano. Economia & Management, 2007.

Competitività internazionale, business model e opzioni strategiche nel settore serramenti, con G. Lojacono e L. Carcano. FrancoAngeli, 2007.

Il mantra dell’innovazione, in Vincere con le idee. Egea, 2009.

Il contract: un modello di internazionalizzazione per l’arredamento, con G. Lojacono e A. Bruno. Economia & Management, 2012.

Formazione

Laurea in Ingegneria, Università di Bologna, 1974.

Corso biennale di Estetica, Università Internazionale dell’Arte, Firenze, 1977–1978.

Contatti

antoniocatalani.ac@gmail.com · linkedin.com/in/antoniocatalani · Sul lusso scrivo in inglese su luxurybetrayed.org.


4 thoughts on “About”

  1. Grande prof!!! Concordo. Visto che ci siamo vogliamo dire che il marketing – almeno così la vedo io – non è una funzione aziendale ma è un approccio, un’attitudine, una tensione verso l’esterno dell’azienda che tutti quelli interni alla stessa dovrebbero possedere o quantomeno cercare di sviluppar?. marketing non è funzione e non è neppure un manuale da sudiare, ma è pratica ed esperienza quotidiana, curiosità e ascolto, in etrema sintesi è sensus communis (nel senso originario).
    Grazie per condividere con noi il suo “vissuto”.

    • Grazie Andrea, sono davvero d’accordo con quello che dici e condivido pienamente la tua idea di sensus communis! non voglio solo condividere il mio vissuto, ma voglio metterlo in discussione, confrontarlo con punti di vista anche opposti. se troverai ancora opportunità mi piacerebbe avere ancora tue opinioni.Ormai sei un imprenditore….

    • ciao Mikkel, grazie per l’ottima domanda. le ragioni sono tante, ma principalmente perchè scrivere i propri pensieri è una eccellente maniera per metterli a punto, e cosa meglio di un blog dove sei obbligato ad interagire con gli altri? un blog inoltre ti lascia la completa libertà di essere eretico. Qui per esempio posso parlare male di Porter (inutile ed incerto) e benissimo di Mintzberg poco valorizzato per le implicazioni del suo pensiero sui redattori di robusti e costosissimi progetti strategici copia e incolla. che ne pensi?

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